Solidarietà alla collega Paviotti: il Consiglio promuova un appello per una politica senza offese e insulti

Le parole del sindaco Fontanini (“se si dicono cose non vere si rischia di ricevere insulti”, cfr. Mv 21/10/2019) si commentano da sole. Cerchiamo tuttavia di andare oltre al suo commento e, a partire da questo increscioso fatto di cui è stata vittima la collega Monica Paviotti, rilanciare un altro modo di fare politica, per trasformare un episodio negativo in un segnale di rottura positiva.
“Posso non condividere le tue idee, ma mi batterò affinchè tu possa esprimerle”, diceva Voltaire: le idee dell’Altro sono importanti come le mie, perchè aiutano a far crescere la qualità del confronto, della democrazia e aiutano le mie a migliorarsi, a correggersi. Questo non significa rinunciare a battersi per le proprie idee e a contrastare quelle ritenute sbagliate, ma per farlo il confronto deve essere portato sul piano dei contenuti, rispettando il proprio interlocutore e la sua sfera personale senza derisioni, offese e insulti.
Spero che il consiglio comunale di Udine, all’unanimità, oltre a ribadire la propria censura delle offese e la propria solidarietà a Monica Paviotti, condivida un appello che punta a ribadire questo principio a cui tutti, spero, non mancheremo di attenerci. Un segnale di maturità in un oceano di banalità e di volgarità.

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