Se si è chiuso il centro di Gradisca lo si è chiuso per tutta la regione

Udine è una città che ha sempre, nella sua storia, assicurato dignità e condizioni di civiltà alle persone, di qualsiasi condizione e di qualsiasi provenienza esse fossero; inoltre, ha sempre cercato di gestire i processi, anche quelli più complessi, con buon senso, senza demagogia e slogan facili, come è successo negli ultimi anni con l’intensificarsi del fenomeno dei richiedenti asilo. Ma Udine è anche una città che non tollera subire decisioni, soprattutto quelle che ledono la sua dignità, non risolvendo – peraltro – un problema complesso e gestibile per i numeri presenti sul territorio della nostra regione (quanti sono i comuni che non accolgono neanche un richiedente asilo o un profugo?).
La notizia che la prefettura, tenendo all’oscuro l’amministrazione comunale, ha pubblicato un bando per attrezzare addirittura due centri (la caserma Cavarzerani e la caserma Friuli) come hub per i profughi è molto grave perché va sopra la testa di questa comunità e persegue la strategia sbagliata – per l’ennesima volta – di concentrare in pochi grossi centri gli sforzi dell’accoglienza non distribuendo le responsabilità e gli impatti su tutto il territorio regionale. E’ una soluzione contro il buon senso di questa città e fa bene il sindaco Honsell, come condiviso oggi da tutta la giunta, a chiedere un incontro urgente al ministro Minniti. Se si è chiuso il centro di Gradisca, lo si è chiuso per tutta la regione.