Regolamento per i minori insufficiente, serve una risposta politica più forte

 

Un documento che pur contenendo alcuni elementi giusti è carente di elementi essenziali ed è insufficiente rispetto al contesto che stiamo vivendo: per questo motivo ci siamo astenuti lo scorso 21 dicembre in Consiglio Comunale sul Regolamento per il sostegno e la tutela dei minori.

Incominciamo dalla modulistica richiesta alla famiglia che chiede aiuto, una misura troppo burocratica perché queste famiglie non sono sempre presenti e consapevoli: in questi casi chi intercetta il bisogno del bambino/ragazzo?

Le scuole poi non vengono nemmeno citate, i Servizi specialistici (Sert-Alcologia, Salute Mentale) sembra nemmeno esistano e il Terzo Settore operante sul territorio viene ignorato completamente: perché il comune rinuncia ad un lavoro di rete, indispensabile invece per migliorare l’efficacia dei percorsi sociali?

Terzo: l’Amministrazione non fa cenno alla prevenzione e alla cura dei ragazzi. Dov’è l’ascolto? Dove il contrasto alla devianza, al consumo di sostanze stupefacenti? Sembra un servizio “on-demand”, come la Carta di Identità.

Infine la ripetizione ossessiva che gli interventi verranno attivati compatibilmente con le risorse disponibili: quindi se le risorse non saranno sufficienti, si può lasciare indietro qualcuno?

Il quadro descritto nella relazione dei servizi sociali relativa al 2019 riporta numeri già preoccupanti: tra il 2015 e il 2019 l’utenza complessiva del Servizio sociale dei comuni dell’ambito è cresciuta del 15 %; a Udine 777 sono i minori presi in carico su 13848 (5,6%); anche nel 2019 si conferma elevato il numero di madri e minori accolti in comunità (21 madri e 36 minori); nell’area disagio e tutela dal 2018 al 2019 il totale degli interventi educativi è passato da 250 a 438; nel 2017 il servizio socio-educativo nell’area minori e famiglie ha preso in carico 295 utenti, nel 2019 355; la relazione spiega chiaramente la differenza tra gli altri comuni e la città di Udine dove “il disagio economico sembra essere più importante”.

Questo avveniva ben prima di quest’anno 2020 segnato dal Covid e da pesanti ricadute dal un punto di vista sociale e economico, destinate purtroppo a durare e ad acuirsi. Nella nostra città negli ultimi anni abbiamo assistito a morti di giovanissimi per droga, o per mano di coetanei, ma siamo imprigionati nella dialettica leghista dei taser, dei cani e dei suv contro la criminalità dimenticando sempre che le prime azioni di sicurezza nascono dalla prevenzione e dalla tutela sociale. Lo sanno nei Tribunali, nelle Questure e in ogni Caserma dei Carabinieri. Ma a Palazzo d’Aronco no. Troppi ragazzi urlano aiuto: siamo stanchi di sentire assordanti silenzi come risposta.

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