Per il futuro del Parco di Sant’Osvaldo serve che le istituzioni ci credano veramente

Non possiamo fare a mano di ringraziare tutte le realtà pubbliche e private che da diversi anni hanno contribuito a dare un altro volto a quello che era conosciuto come il manicomio di Udine. Anche ieri all’inaugurazione della 23^ edizione delle Feste d’Estate questa rete sociale, culturale e di inclusione lavorativa è stata in grado di presentare non solo un programma di iniziative ma un vero e proprio manifesto per una città e una comunità del futuro: aperta, inclusiva, plurale, attenta al benessere delle persone. Negli scorsi giorni è stato promosso un manifesto del Parco di Sant’Osvaldo che punta a tutelare il patrimonio (anche boschivo) di questo luogo, a renderlo spazio di memoria definendone un programma di salvaguardia e di ristrutturazione tramite un tavolo di co-progettazione composto da tutti i soggetti in grado di portare un contributo per la riqualificazione di questo luogo.
Se all’inaugurazione questi soggetti non hanno deluso, sono apparse invece impalpabili e poco convincenti le istituzioni intervenute, chiamate ora ad un ruolo non di semplice circostanza ma di guida politica di un percorso ormai maturo verso quel salto di qualità tanto atteso: ieri sono state spese parole di scontato compiacimento e di banale approvazione, nulla più. Questo percorso, questo patrimonio di esperienze merita di più, merita innanzitutto impegno e convinzione. Speriamo che i fatti smentiscano questa impressione condivisa.

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