Il nuovo incarico a Conte

E’ indubbio che l’incarico dato oggi dal Presidente della Repubblica Mattarella a Conte per costituire un nuovo governo, sostenuto dal PD e dal M5S, sia una buona notizia perché evita al Paese, speriamo non solo nel breve periodo, di abbracciare un progetto di destra estrema che avrebbe posto l’Italia fuori dall’Europa e nelle braccia di un “campione di democrazia” quale è Putin. Il nostro è un Paese democratico, in cui la sovranità appartiene sempre al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione: il nostro è un Paese con degli equilibri e delle garanzie istituzionali, non è nella disponibilità di chi segue il sondaggio del momento o fa i comizi con il mojito in mano.
Attenzione però, perché non basterà l’aver messo all’angolo (giustamente) i deliri di onnipotenza autocratica di Salvini che è passato dall’invocare per sé pieni poteri ed elezioni, staccando la spina al governo di cui era azionista di riferimento, a mendicante politico e vero sconfitto di questa prima parte di legislatura. Non basterà perché è stato già dimostrato, anche in passato, che stare al governo non genera automaticamente consensi. Il nuovo governo PD- M5S nasce all’insegna di un condizione difficilissima: essersi coalizzati in alternativa al sovranismo salviniano non significa diventare automaticamente agenda di cambiamento per un’Italia europea, solidale, ambientalista. Il tema è riuscire a trasformare in un’occasione di nuovo progetto politico una situazione rischiosa, sapendo che all’orizzonte scadrà il mandato di Mattarella e andrà garantita al Paese una nuova legge elettorale: una sfida non facile ma da tentare. Serve l’impegno di tanti e tante.