Luigi Reitani.

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere un vero intellettuale, come ce ne sono pochi ormai, prestato alla politica a termine, come ebbe modo di dichiarare nel giorno in cui pubblicamente si congedava da questo impegno per ritornare all’insegnamento e alla ricerca, la sua vita. Poi la consacrazione, se così si può dire, e il volo verso Berlino per l’incarico prestigioso di direttore dell’Istituto italiano di cultura. E tanti apici raggiunti in una carriera fin dall’inizio straordinaria.
In un’epoca di confusione permanente e di povertà del pensiero, Luigi Reitani sapeva andare nel cuore e nella profondità delle cose, era un esteta non perché amante dell’effimero ma perché cultore dell’eleganza del pensiero e quindi delle parole, maestro di stile.
In queste ore ricordo con particolare commozione il passaggio di consegne con lui come assessore alla cultura, un colloquio intimo in cui i suoi consigli e il suo sguardo si erano rivelati, come al solito, umanamente preziosi.
Anche oggi, purtroppo, ci hai lasciato senza parole. Ciao Luigi.