In tema di Covid le Istituzioni ignorano le preoccupazioni delle persone

Gente anziana in fila nei pressi del Fiera, attendendo in piedi sotto il sole per più di un’ora prima di vaccinarsi; tempi ancora altissimi per fare i tamponi, con disagi familiari e lavorativi; un sistema di prenotazione vecchio che costringe le persone a recarsi nelle farmacie o ad attaccarsi al telefono per parlare con qualcuno del Cup regionale; la vaccinazione a domicilio praticamente non partita; un Ospedale civile, nonostante l’abnegazione straordinaria di tutto il personale, in gravissimo affanno.
Queste sono preoccupazioni e problematiche vere che le persone di Udine e di questa regione stanno vivendo da troppo tempo e che attendono una risposta a livello politico. Anche perché altrove in Italia e in Europa le alternative sono state pensate. Qualche esempio? In diverse regioni la vaccinazione si prenota on-line: perché qui non si è fatto? L’anno della pandemia è davvero passato invano?
Queste sono preoccupazioni e problematiche vere di pazienti, familiari, dipendenti, organizzazioni sindacali e di categoria che il sindaco e tutta l’Amministrazione comunale avrebbero già dovuto trasferire alla Regione: non sono capricci dell’opposizione o di pochi.
In risposta l’altra sera in consiglio comunale abbiamo ricevuto irritate risposte d’ufficio (l’assessore alla salute Barillari) e comodi e sconcertanti silenzi (il sindaco di Udine). Chi governa il comune di Udine ha il dovere di farsi carico dei bisogni delle persone e di battersi per questa comunità, non di girarsi dall’altra parte e far finta di niente. Altrimenti è meglio che cambi mestiere.
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