Il DPCM di ieri e le polemiche delle istituzioni

Quella che stiamo vivendo è solo l’inizio di una fase che si preannuncia molto complicata e difficile che durerà purtroppo anni. Ci sono alcune categorie completamente ignorate, come quella dei bambini e degli adolescenti, ed altre che stanno soffrendo più delle altre, come i lavoratori del commercio, della cultura, dei servizi alla persona, gli autonomi o gli artigiani. Le forti preoccupazioni di queste ore verso le misure espresse ieri sera dal governo sono assolutamente comprensibili, anche perché non si capisce per quale motivo si continua a ritenere omogeneo il livello delle restrizioni su scala nazionale laddove ci sono Regioni più colpite (ad es. la Lombardia) e altre meno, come il Friuli-Venezia Giulia.
I cittadini si aspettano giustamente dalla politica di qualsiasi colore da Bruxelles a Udine fatti e capacità di visione sul futuro: cito ad esempio il comportamento del leghista Zaia che tiene un profilo alto senza scendere in polemica, cercando di parlare con i fatti.
È triste vedere invece il sindaco di Udine (insieme al governatore Fedriga) impegnato ad alimentare polemiche o a scaricare le colpe nei confronti di Roma ma non stupisce perché è un suo tratto caratteristico, per nascondere le proprie responsabilità e il proprio immobilismo.