Il comune non paga i nidi e ha in cassa 800 mila euro in più

Da una parte le difficoltà delle cooperative che gestiscono i nidi, che non sono in grado di fornire un servizio, dall’altra quelle delle famiglie udinesi, che aspettano un supporto concreto da parte del Comune per quanto riguarda l’attivazione delle attività. Sono due le preoccupazioni del consigliere d’opposizione Federico Pirone (Progetto Innovare), in merito alla situazione dei servizi per la prima infanzia in città.
“L’amministrazione comunale da febbraio al 12 giugno ha risparmiato circa 800 mila euro – comincia il consigliere, che ha fatto una richiesta di accesso agli atti per conoscere nel dettaglio gli importi non corrisposti ai soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto con il Comune -: ci dicono che si tratta di soldi che serviranno per l’apertura di settembre, ma l’apertura di cui le famiglie hanno bisogno è già ora. Perché il Comune non è in grado di agire subito?”.
All’indomani della denuncia delle cooperative sul Messaggero Veneto (“alcune hanno anticipato soldi propri per salvaguardare i loro lavoratori, ma gli enti gestori sono ancora in attesa di vedersi riconosciuta dai comuni la copertura dei costi fissi incomprimibili sostenuti nei mesi di chiusura”), la critica si muove sulla variazione di bilancio appena approvata. “Ci sono oltre 2 milioni e mezzo di parte corrente, ma il Comune non ha destinato nemmeno un euro a quei servizi – riferisce ancora Pirone -. Alla denuncia delle cooperative, piccole o grandi che siano, si aggiunge la già complessa situazione delle famiglie”. Il consigliere presenta il problema del sistema di pagamento: “I genitori si trovano a pagare il servizio, poi il Comune rimborsa la quota: ma anticipare quella somma, che si aggira attorno ai 600, non è cosa da poco per chi si trova in difficoltà economiche”. Pirone conclude: “Se non viene fatta chiarezza sul servizio riguardante i nidi, se alla fine questo servizio non sarà effettivamente disponibile, il rischio è che le famiglie si organizzino in maniera alternativa”.
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