Gloriosa liberazione di Udine? Si parli di Europa, si parli ai giovani

Quando il sindaco parla di gloriosa vittoria e di gloriosa liberazione, abbia il coraggio di farlo davanti agli amici austriaci che invita in occasione di Friuli doc. Leggere le parole del sindaco che hanno accompagnato la giornata di ieri significa tornare indietro di molti anni, significa tornare ad un periodo buio nella storia del nostro Paese nel quale la retorica della vittoria mutilata, dell’eroismo e dell’identità dei confini hanno poi legittimato il fascismo.
Questo è un programma infarcito di celebrazioni nel quale è assente una riflessione critica, doverosa da un punto di vista culturale ed etico: Udine, città avamposto del primo conflitto, ha sempre cercato in questi anni recenti di riscattare questo ruolo, assunto suo malgrado, di capitale della guerra in una prospettiva contemporanea di riflessione sul presente, nel segno della pace e del dialogo.
Quella dell’amministrazione comunale è, invece, una lettura assolutamente superficiale e ideologica, con la guerra ancora utilizzata per contrapporre nazionalismi e patrie: ma il sindaco sa che i “gloriosi” soldati (non solo italiani ma di tutti gli schieramenti) di cui parla erano persone, delle estrazioni sociali più umili, che non sapevano spesso neanche il motivo per cui erano in trincea? Il sindaco e l’amministrazione sanno che il Friuli allora era spaccato in due, tra chi combatteva da una e chi combatteva dall’altra parte? Palare di “gloriosa liberazione” di Udine, significa dire che ci siamo “liberati” da mezzo territorio friulano.
Sono dell’idea, e nei precedenti anni lo abbiamo cercato di fare con il programma “Udine storie in corso 1914-2018”, culminato con la mostra “L’offensiva di carta. La Grande Guerra illustrata, dalla collezione Luxardo al fumetto contemporaneo”, che imprescindibili debbano essere il riferimento all’Europa (la migliore conquista dopo le tragedie dei due conflitti mondiali e dei fascismi, il riferimento più alto in termini di valori e la soluzione a tante sfide della nostra contemporaneità) e la volontà di coinvolgere i giovani: dove sono le scuole? Si pensa veramente di stimolarli con gli alzabandiera? Udine ha le capacità per puntare in alto e guardare lontano, per coltivare un sogno di un futuro diverso e più positivo.

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