Dopo le polemiche del passato, sulla mobilità servono scelte coraggiose e lungimiranti

Dopo aver cavalcato ogni protesta a favore delle auto in centro (dalla pedonalizzazione alle telecamere) ed essersi fatti votare da tutti quei commercianti che si opponevano a qualsiasi miglioramento della mobilità cittadina, Fontanini e Michelini nel discutere di ztl oggi sembrano altre persone: i miracoli esistono anche nella politica locale!

Alcune idee. Chiediamo innanzitutto che non si congeli ciò che c’è ora ma che si faccia fare un balzo deciso in avanti alla città superando definitivamente la Ztl. Chiediamo che non ci siano soluzione ibride ma un disegno organico e di ampio respiro: diciamo no alle soluzioni spezzatino con alcune vie totalmente pedonali, altre parzialmente riaperte (via Stringher per esempio), altre in un regime di zona pedonale privilegiato. Diciamo no a quelle soluzioni che possono continuare la zona selvaggia come si vede in alcune zone.

Diciamo un sì deciso alla tutela delle piazze monumentali di Udine come piazza Libertà (oggi sempre piena di auto e di furgoni!) o le piazze che hanno funzioni religiose come piazza Duomo che vanno protette dalle auto e da un uso invasivo, non consono con le funzioni che hanno.

Chiediamo inoltre che il centro storico non sia disgiunto dal resto della città e si curi il modo in cui le persone si muovono: a Udine ci sono 80 mila veicoli a motore, le auto sono le protagoniste. Questa pandemia ci richiede di cambiare decisamente modello di qualità della vita, scoraggiando l’uso inutile dell’auto privata e incentivando la mobilità sostenibile.

La città è ampiamente dotata di parcheggi in struttura, non ultimo quello di piazza primo Maggio fortemente osteggiato da Michelini e da tutto il centro-destra quando erano all’opposizione: va pertanto ridotto il numero dei parcheggi in superficie dando spazio a pedoni, mobilità ciclabile e attività commerciali e culturali; bisogna poi ridefinire le linee di trasporto pubblico e della mobilità alternativa, a partire dal nuovo biciplan di cui la città non sa niente.

Se in passato si è perso molto tempo dietro a polemiche sterili e faziose che hanno nociuto a Udine, ora non va sprecato altro tempo prezioso intervenendo con scelte coraggiose e lungimiranti verso ciò che in altre città in Europa è ormai definitivo.

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