Ci vuole chiarezza sui centri estivi

Continua il botta e risposta tra maggioranza e opposizione sulla questione centri estivi a Udine: da una parte la proposta della giunta di allargare il servizio a volontari e parrocchie, dall’altro la perplessità che si smantelli il lavoro di anni.
«Pare che la giunta sia completamente ferma rispetto al tema: come minoranza avevamo presentato un documento che all’inizio la maggioranza voleva bocciare  ma grazie al presidente del consiglio Enrico Berti si è arrivati alla soluzione di portare una mozione unitaria al prossimo consiglio comunale. Noi comunque vogliamo risposte concrete, non accetteremo qualsiasi soluzione messa lì a caso», dichiara battagliero il consigliere di Progetto Innovare Federico Pirone.
«Diverse amministrazioni comunali, di ogni schieramento politico, sia in regione sia nel resto d’Italia, si sono attivate fin da subito per riprogettare la riapertura in modalità sicura dei servizi per i minori in quanto considerati essenziali. Hanno convocato tavoli con esperti del settore, hanno elaborato progettualità e avanzato idee, hanno stanziato risorse in più per rispondere a questa forte e condivisibile preoccupazione. Udine invece fa eccezione poiché è stata capace fino ad ora di nascondersi dietro al Governo, alla Regione o alla Corte dei Conti», tuona Pirone, spalleggiato dai consiglieri Alessandro Venanzi, Lorenzo Patti, Enrico Bertossi, Rosaria Capozzi.
«Come minoranze abbiamo sollecitato fin da subito l’amministrazione comunale a dare risposte alle famiglie e abbiamo avanzato delle proposte concrete, dall’attivazione di un tavolo di coprogettazione sulla base dell’art. 48 del D.L. Cura Italia, oggi disapplicato, con il Terzo Settore, per riaprire in modalità sicura servizi di doposcuola, Nidi, Centri Estivi, la Ludoteca, all’istituzione di un gruppo di lavoro per il rientro a settembre, all’attenzione delle bambini più fragili o disabili che sono ancora senza la maggior parte dei servizi», continua Pirone. «Le risposte che abbiamo avuto fino ad ora da parte dell’amministrazione comunale sono state insoddisfacenti e assolutamente al di sotto delle aspettative, mentre le famiglie non sanno su quali servizi potranno contare e i lavoratori delle cooperative sono senza stipendi: non vorremo che questa situazione venisse usata per smantellare un sistema che funziona, a partire dai centri estivi». «C’è ritardo e confusione e la cosa che temo è che si vada a smantellare un servizio che funziona, come quello dei centri estivi. Già prima dell’emergenza sanitaria – conclude Pirone – c’era la voce che la giunta volesse  affidare i centri estivi alle parrocchie, che fanno un lavoro preziosissimo ma le attività formative presuppongono professionalità specifiche e non possono basarsi sul volontariato: ci sono degli obiettivi formativi ed educativi che devono essere rispettati mentre qui vedo solo improvvisazione».

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